Un racconto da terminare…
MR. Moth
L’orrore grigio ed alato era rannicchiato sulla cima di un gigantesco albero morto nel folto della foresta palustre . Gli enormi occhi, rossi come il sangue e luminosi come le fiamme dell’inferno, erano dotati di fosforescenza e privi di palpebra : apparivano spalancati e come intenti a fissare gli abissi del futuro umano .Dalla sua posizione di perfetta immobilità, come quella di una gargolla appollaiata su uno dei più alti pinnacoli di una cattedrale gotica , la creatura si scosse improvvisamente e , dopo aver girato un paio di volte la testa rincagnata nel collo, una volta a destra ed una a sinistra coi movimenti fluidi ed inquietanti di un mostruoso uccello rapace, si decise a scrollare lentamente le proprie ali imponenti producendo un raccapricciante suono cartilaginoso.
Sgranchitasi ,la creatura si gettò finalmente in volo attraverso le tenebre e le nebbie levatesi da poco dalla mefitica palude sottostante. L’orrore grigio saettava nella notte circondato da un alone scarlatto, silenzioso e rapido come un funesto destino. Solamente al suo allontanarsi le creature notturne rincominciarono a muoversi, producendo trepidi versi e cauti fruscii.
E ora che il vento dell’est spirava con sollievo e che il chiaro rumoreggiare dei grilli e delle ranocchie si faceva via via sempre più deciso, anche gli uccelli e gli altri piccoli animali della foreste si univano al piccolo concerto notturno.